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vendredi 23 janvier 2015

Giulio Carlo Argan in un documentario di Radio 3


La figura di Giulio Carlo Argan, critico d'arte che ha segnato il secondo Novecento italiano, le sue idee, le sue posizioni, le sue mostre, il suo rapporto con l'arte contemporanea. "Al mondo non c'è niente di più bello che capire", Costantino D'Orazio lo racconta a WIKIRADIO su Radio 3, potete ascoltare e scaricare la puntata qui.

mercredi 14 janvier 2015

L' eredità dell'arte povera



Il movimento ARTE POVERA e la TRANSAVANGUARDIA sono le invenzioni tutte italiane ed internazionali del dopoguerra. In particolar modo il movimento ARTE POVERA che si afferma alla fine degli anni sessanta segnerà l'arte contemporanea italiana fino alla fine del secolo e la definirà in giro per il mondo. Il Castello di Rivoli è il museo che rappresenta meglio di altri questa tendenza. Nel 2010 ho intervistato Antonio Tucci Russo, il gallerista dell'Arte Povera per eccellenza. Ritrovate qui il documento sonoro trasmesso alla radio.

mardi 16 décembre 2014

PROGRESSIVA ART EXHIBITION / dal 20 febbraio a Torino


PROGRESSIVA ART EXHIBITION
20 febbraio /6 marzo 2015
Orari visita: tutti i giorni, dalle 11 alle 19, lunedì chiuso. Ingresso libero
a cura di Max Ponte ed Enrica Merlo 
 
Spazio Colombo Art Design, via Trofarello 13 Torino
 Inaugurazione: 20 febbraio, h. 18.30

Parte PROGRESSIVA ART EXHIBITION un progetto espositivo che vuole distinguersi nel panorama per qualità e originalità, fornendo ad artisti e pubblico una nuova possibilità per l'arte contemporanea. Un evento che si aprirà il 20 febbraio e per 15 giorni permetterà di avere a Torino uno spazio di visibilità, discussione e di mercato per l'arte.

Perché Progressiva? L'aggettivo ha più significati: indica il miglioramento, l'evoluzione che può portare l'arte; indica l'aspetto laboratoriale dell'arte “work in progress”; e sottolinea la continuità temporale della mostra stessa, alla prima edizione ne seguiranno altre nei mesi successivi. Un recupero in direzione polisemica del termine "progressiva" (impiegato per specifiche declinazioni artistiche, dall'arte avanguardista ad installazioni di grandi dimensioni).

Si tratta di un'esposizione raccolta, che vuole far notare che l'arte ha bisogno di una soglia di attenzione, una riflessione, essere più vicina ai luoghi della produzione e del pensiero.

PROGRESSIVA ART EXHIBITION è una mostra collettiva che avrà un artista noto come capofila, nel primo numero ospitiamo ANGELO BARILE, la sua pittura neopop, ricca di ri/tratti surreali, ha destato grande interesse in questi anni (sue opere sono state esposte in occasione della Biennale di Venezia). Saranno parte integrante di questa mostra 10 artisti emergenti, selezionati attraverso un “call for artists”, le loro opere saranno al centro del catalogo ufficiale della mostra con testi critici dedicati. Un'occasione di crescita per tutti coloro che hanno partecipato alla selezione e parteciperanno a quelle successive.

PROGRESSIVA ART EXHIBITION vuole valorizzare in modo autentico l'arte contemporanea per superare una condizione di impasse creata dalle grandi mostre collettive fondate sull'accumulo disordinato dei materiali dei segnali visivi e acustici.

Il 20 febbraio del 1909 nasce il Futurismo, in occasione dell'inaugurazione di PROGRESSIVA ART EXIBITION verrà presentato l'e-book "Potere futurista" di Max Ponte, che tratta il rapporto fra l'arte e la politica nella prima fra le avanguardie storiche, attraverso il pensiero che ha nutrito il programma futurista e le vicende che lo hanno accompagnato.

PROGRESSIVA ART EXHIBITION è curata da Max Ponte ed Enrica Merlo, prodotta dallo Studio Colore&Calore di Torino. Inaugurazione il 20 febbraio presso lo SPAZIO COLOMBO ART DESIGN in via Trofarello 13 a Torino, l'ingresso è libero. 


Per info e per candidarvi alle prossime mostre: samplecolor@gmail.com. Si prega in caso di candidatura di inviare un catalogo digitale o link ad una raccolta fotografica in rete

dimanche 23 novembre 2014

Contro la tradizione del contemporaneo



Un video dal noto film con Alberto Sordi dove due popolani decostruiscono l'arte contemporanea, in realtà una pellicola non solo divertente ma significativa nell'individuare significati e limiti dell'arte contemporanea. Una parodia di un mondo che ancor oggi si prende troppo sul serio e che non bisogna smettere di decostruire e smascherare. Ché se ai tempi del film, nel 1978, il linguaggio dell'arte contemporanea (dove si vedono esempi di arte concettuale e land art) poteva essere ancora una novità, ora il "contemporaneo", come genere istituzionalizzato, è la copia di se stesso, una stanchissima tradizione che continua. 

Max Ponte

Shinya Sakurai, la ri/costruzione solare




Shinya Sakurai, giovane artista giapponese in Italia (1981) nato ad Hiroshima e laureatosi all'Accademia di Osaka, si sta facendo spazio nella scena europea del contemporaneo. L'artista ci recapita un immediato messaggio di pace ed ottimismo che riguarda il passato del suo paese ed ora anche il futuro prossimo. E così il suo è un sol levante che ci leva e ci eleva dalle oscurità (“kuroi ame” si chiamava la pioggia nera atomica) della storia e degli incombenti disastri naturali. L'opera di Sakurai ha fatto subito pensare alla pop art, cosa che l'autore non disdegna ma neanche riconosce. Interessato al gruppo Gutai e all'arte povera in Italia, l'artista non rivendica legami o paternità e sviluppa una tecnica propria che unisce la antica tintura della tela “shibori” a colature cromatiche e soluzioni viniliche. Il colore risulta lucida estensione e sospensione in bolle trasparenti, in caramelle offerte alle papille dell'occhio. Ritrovare assonanze con la celebre Kusama può essere piacevole ma non determinante per la comprensione. L'applicazione di cuoricini che contraddistingue fortemente l'opera di Sakurai fino al 2010 è una impavida espressione d'amore universale che è simile, nel suo disarmante trasporto, agli emoticon che animano le chat o commentano una foto su Facebook. I quadri rispondono ad uno slancio vitale tutto personale ed identitario e ad un tratto etico che li rende insoliti e superiori alle usurate e usuraie derive nichilistiche contemporanee. Essere contemporanei per l'autore non è solo questione formale ma anche di interpretazione diretta dei mali del proprio tempo. L'arte di Sakurai affronta senza paura le onde anomale dell'esistenza per accendere un vitalismo che ci fa dimenticare gli scenari post-umani e gli eventuali compiacimenti estetici. “L'arte è per me qualcosa di potente” mi rivela l'artista in estrema sintesi nel corso di un viaggio in auto. Assistere ad una sua mostra significa entrare in quella solare ri/costruzione di cui l'arte dovrebbe essere veicolo.


Max Ponte
30 marzo 2011

Testo per pieghevole mostra presso Tinber Art Gallery (Pragelato / Torino)