dimanche 22 novembre 2015

L'art nouveau dell'antichità

Uno dei miei primi video poetici è arrivato ad un interessante numero di visualizzazioni ed è dedicato all'arte minoica. Un periodo che da sempre mi ha affascinato, l'art nouveau dell'antichità potremmo dire con un paragone azzardato ma significativo per la gioia creativa e la felicità esistenziale che emanano queste pitture a contatto con la natura. La civiltà minoica va dal 1700 al 1450 a.c.  Risaliamo quindi a più di 3500 anni or sono per trovarci nel pieno di un periodo che ha segnato la cultura mediterranea, sull'isola di Creta.

mercredi 21 octobre 2015

CONSIDERAZIONI SULLE STRUTTURE ESPOSITIVE: DA ITALIA '61 A EXPO 2015




Con grande gioia riprendo le attività del mio blog. Il mio intevento riguarda le strutture espositive italiane, eredità delle grandi esposizioni universali e nazionali, che nell'Europa del XIX sec mettevano in luce le produzioni e le eccellenze degli stati nazionali. La Tour Eiffel, come è noto, è un lascito di questa cultura. E non solo, anche il Borgo Medievale di Torino, è ciò che rimane dell'Esposizione Generale Italiana del 1884. Ma facciamo un salto in avanti e concentriamoci su strutture più recenti.

Il Palazzo del Lavoro di Torino, costruito per Italia '61, del quale parlai nell'ultimo, non recente, articolo prese fuoco il 20 agosto di quest'anno, e certamente non si è trattato di autocombustione. Il palazzo permane in un triste stato di rudere carbonizzato finché non prevarrà qualche interesse commerciale a "nobilitarlo". Il capolavoro di Nervi giace quindi distrutto in uno scenario post-industriale che contrasta con la volontà di riqualificazione della città.
Le costruzioni realizzate a Torino per le Olimpiadi 2006, così come altre infrastrutture, sono deserte. Non so cosa ce ne facciamo di una pista di pattinaggio, manco fossimo nel nord Europa! Inoltre parlerei della Stazione di Porta Susa che, realizzata nel contesto delle Olimpiadi, oggi appare una grande serra priva di servizi e sovradimensionata per le esigenze di una piccola città sabauda.

Tuttavia le strutture di Italia '61 e delle Olimpiadi, quando attive, conservavano una dimensione di accoglienza, adeguata alle esigenze del pubblico, che è venuta a mancare a Expo Milano 2015. L'errore di Expo Milano 2015 è stato di mettere in piedi padiglioni che, come concezione, sono ancora ottocenteschi, e non hanno saputo rispondere a genti provenienti da tutto il mondo. Si tratta di un fallimento, ma non del sistema ricettivo, si tratta di un fallimento della progettazione architettonica. Un fallimento attribuibile agli architetti, certamente condizionati dalla politica ma non per questo giustificabili, che non hanno saputo misurare spazi tempi e utenze.  Expo Milano 2015 doveva rappresentare il mondo nel 2015, essere molto più grande, con padiglioni di grande capienza o multipli, e i flussi del pubblico mai interrotti. Si dovevano creare le condizioni di un continuum espositivo e non di una via crucis. Il concetto di continuità infatti era alla base anche delle gallerie commerciali che si affermarono a Parigi ormai due secoli fa, proprio quei "passages" di cui parla Walter Benjamin nei suoi scritti.
Alcuni padiglioni di Expo Milano 2015 si sono rivelati straordinari dal punto di vista delle tecniche di comunicazione, con impiego di ottimi materiali, il fallimento sta nel rapporto con il pubblico. E in una architettura sempre più distante dalla vita reale, distante dalla vita del cittadino, sia nella sua vita quotidiana che in quella massificata delle esposizioni contemporanee.

Max Ponte

mercredi 8 avril 2015

La ruggine e l'oblio sul Palazzo del Lavoro, a Torino


Al Palazzo del Lavoro di Torino ci entrai nel 1996 per accompagnare un amico del liceo iscritto per sbaglio ad Economia. Poi per sbaglio lui continuò ad iscriversi a tante altre facoltà. Il Palazzo del Lavoro è l'opera dell'architetto Pierluigi Nervi, realizzata per Italia '61. Qualche giorno fa percorrendo corso Unità d'Italia con l'auto ho deciso di fermarmi e fotografare la metallica costruzione. La facciata esposta sulla principale arteria cittadina rivela ancora l'ottima e ariosa qualità dell'edificio (foto sotto), ma la facciata laterale (foto sopra) è un arrugginito e degradante spettacolo.



Un pessimo biglietto da visita per la città. visto che il Palazzo del Lavoro si trova alle porte di Torino. Inoltre l'edificio è considerato fra i capolavori di Nervi, che ho scoperto, tre anni fa in vacanza a Marsala, aver costruito in quella località mediterranea degli hangar per gli idrovolanti.
Passate le Olimpiadi Invernali del 2006, i 150 anni dell'Unità d'Italia, e passati tutti i santi possibili e le ipotesi inutili della politica, il Palazzo del Lavoro rimane lì, monumento evidente ad un lavoro che non c'è. Un caso anomalo in una città sensibile al decoro urbano, una falla nella mappa di Augusta Taurinorum, in attesa di uscire dall'oblio. Intanto anche il mio amico del liceo è riuscito a laurearsi, quindi anche il Palazzo potrebbe di buon grado abbandonare il mondo dell'archeologia "rusinenta" - per usare un aggettivo piemontese.


Max Ponte

vendredi 27 mars 2015

POTERE FUTURISTA nelle librerie digitali


Finalmente nelle librerie digitali POTERE FUTURISTA, un saggio dedicato al rapporto del futurismo con la politica  con il potere con lo stato con la società. Il libro è disponibile in formato digitale (pdf) a 2 euro e 99 cent. Lo trovate su Bookrepublic, Ibs e Gplay.
Questo il link consigliato: https://www.bookrepublic.it/book/9786050367102-potere-futurista/

vendredi 20 mars 2015

ANTONIO LIGABUE alla radio raccontato da Enrica Merlo

Enrica Merlo racconta Antonio Ligabue in una puntata del suo programma "Gatti, poesie e matite colorate", un'occasione per riscoprire la vita di un artista eccezionale

mardi 3 mars 2015

Sandra Baruzzi e la ceramica



Vi ripropongo la mia puntata di Ondivago dedicata alla ceramica registrata il 23 luglio 2013, una puntata radio in cui possiamo ascoltare la voce dell'artista Sandra Baruzzi. Ritrovate qui il documento audio integrale.
Particolarmente interessanti le creazioni della Baruzzi che affrontano e declinano il tema dell'architettura urbana. Qui la lettura della contemporaneità si materializza in oggetti sospesi, giochi? presepi agnostici? plastici lessicali?

Sandra Baruzzi, Onda Urbana, 2013
Per le opere di Sandra Baruzzi potete visitare il sito dell'artista

lundi 9 février 2015

UN CHIEN ANDALOU


Vi propongo il celebre film UN CHIEN ANDALOU del 1929 scritto, prodotto ed interpretato da Luis Buñuel e Salvador Dalí, e diretto dal Buñuel. Si tratta del capolavoro assoluto del cinema surrealista qui nell'edizione restaurata e sonorizzata degli anni '60. Lo trovate nella versione completa, sono esattamente 16 minuti. Atmosfera onirica e flusso di immagini che lascia all'osservatore un senso di spaesamento ma ognuno di noi potrà ritrovare riferimenti personali. La scrittura surrealista è "automatica" e allo stesso tempo anche l'evoluzione del film sembra tale, per quanto sia intervenuto il montaggio. Al centro la relazione fra due amanti e molti particolari ieri ed oggi di forte impatto, certamente di non facile lettura ma non è la lettura immediata l'obiettivo degli autori. Ripeto 16 minuti ed interroghiamoci su quanta spazzatura e di lunga durata infesti i nostri schermi. Interroghiamoci sul cinema, sull'arte e sulla letteratura di consumo, intanto buona visione!